MERITOMETRO

Il Meritometro è il primo indicatore europeo del grado di Meritocrazia di un Paese, elaborato dal Forum della Meritocrazia in collaborazione con un team di ricercatori dell’Università Cattolica, per fornire proposte concrete ai policy makers.

 

Il Gruppo di lavoro che ha elaborato il Meritometro è composto da Giorgio Neglia - per il FdM, ideatore dello strumento, coordinatore del Gruppo e membro del Consiglio Direttivo del Forum - e da Alessandro Rosina, Paolo Balduzzi e Andrea Bonanomi - per il centro di ricerca "Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico aziendali" dell’Università Cattolica di Milano-.

Non esistendo un simile indicatore in letteratura, né tanto meno statistiche ad hoc messe a punto dalle principali istituzioni di ricerca socio-economica internazionali, per giungere alla sua definizione si è ricorso ad una procedura standardizzata che ha coinvolto esperti di varie competenze (in ambito accademico e aziendale) nella definizione del metodo e utilizzando, nell’implementazione empirica, dati provenienti da fonti autorevoli e ufficiali, come OCSE e Eurostat.

La prima versione del Meritometro è stata presentata nel maggio del 2015 al Senato della Repubblica, con l’auspicio di offrire ai policy maker elementi oggettivi di conoscenza e azione per diffondere la cultura del merito nel nostro Paese.

Il Meritometro è una novità assoluta tra gli strumenti di valutazione delle principali istituzioni di ricerca socio-economica internazionaliSi basa su 7 pilastri, considerati prioritari a livello mondiale: libertàpari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza e mobilità sociale.
Ciascun pilastro è 
misurato attraverso uno o più indicatori quantitativi ricavati dalle principali statistiche ufficiali.

I pilastri della libertà e della mobilità sociale registrano le maggiori disparità tra i paesi, in entrambi i casi l’Italia si posiziona in ultima posizione. Siamo indietro, insieme a Polonia e Spagna, sul fronte regole e trasparenza. C’è poi un terzo cluster di pilastri dove si registrano differenze sostanziali tra i paesi del nord Europa e i restanti: ci riferiamo all’attrattività per i talenti e alle pari opportunità.
Per quanto riguarda la qualità del sistema educativo, il pilastro presenta valori sostanzialmente omogenei tra i vari paesi, pur mantenendosi una marcata supremazia dei paesi del nord Europa e la costante ultima posizione per l’Italia.

Nel complesso, la posizione del nostro Paese nel raffronto europeo è sconfortante. Siamo ultimi nella classifica generale, ma anche nelle classifiche relative ai singoli pilastri, con la sola eccezione dell’attrattività dei talenti, dove siamo in penultima posizione.

Rispetto ai valori medi, i gap maggiori si riscontrano nei pilastri della trasparenza, delle regole e della libertà. Ne risulta la fotografia di un Paese che non consente un’adeguata valorizzazione del merito e si connota con i tratti di una società sostanzialmente “opaca” nei meccanismi di selezione, con una bassa mobilità e un sistema di regole poco chiaro e trasparente. Elementi che necessitano di specifiche policy per recuperare uno spread ancora più preoccupante di quello sui bond, ovvero lo “spread del merito”, che oggi è quasi a 30 punti in meno rispetto alla Germania.

L’Italia è il paese europeo con il livello di meritocrazia più basso.
Nel vecchio continente i paesi più meritocratici risultano essere quelli scandinavi, seguiti da Germania, Gran Bretagna e Francia.
L’Italia è in un’ultima posizione, con un punteggio di 23,3 pari a meno della metà della Finlandia (67,7) paese europeo più virtuoso, ma anche inferiore di oltre dieci punti alla Polonia (38,8) e alla Spagna (34,9).

Nel quadro d’insieme, rispetto allo scorso anno, il merito in Europa cresce, anche se di poco. Su 12 paesi presi in considerazione dal Meritometro, solo 5 hanno variazioni negative.
Tra i primi della classe, oltre ai buoni risultati di Finlandia, Norvegia, Gran Bretagna e Austria, si registra qualche segno di rallentamento per Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Germania e Francia.
L'Italia resta in ultima posizione, con un lieve miglioramento, superata comunque da Spagna e Polonia, entrambe in crescita.
Il nostro Paese si confrema in un’ultima posizione nel ranking europeo, con un punteggio di 23,4.

L’Italia ha il triste primato di essere ultima nel ranking riguardante tutti i pilastri. Le maggiori differenze rispetto alla media europea si riscontrano nei pilastri della trasparenza, delle regole, della libertà e delle pari opportunità.

Nel complesso si può affermare che il forte divario che separava il nostro Paese da realtà più meritocratiche, nel corso dell’ultimo anno, non è decrementato. Sicuramente il gap era ed è di notevole entità e, quindi, necessita di azioni forti e immediate per un abbattimento sostanziale.

DOCUMENTAZIONE
Comunicato Stampa - Meritometro.doc
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